domenica, novembre 05, 2006

5 strane abitudini

Con notevole ritardo rispondo all'invito di Paola ed elenco 5 strane abitudini della Gatta Bionda:
1 - Se appena ne ha l'occasione -ovvero se appena mi distraggo- mi ciuccia i capelli. Sa perfettamente che ODIO questa sua abitudine, perciò se ne approfitta mentre dormo (a volte lo fa apposta per svegliarmi) o arrivandomi alle spalle quatta quatta mentre sto sul divano: in tal caso mi afferra alle tempie immobilizzandomi con le unghie. In alternativa, mi lecca la faccia forsennatamente, facendo fusa rumorosissime. Se poi mi sono messa la crema da notte, non capisce più niente: sente il profumo a metri di distanza, arriva sul letto a razzo alzando il livello delle fusa a decibel da aeroporto, mi si butta addosso e se dalla disperazione mi rifugio sotto le coperte, lecca disperatamente il lenzuolo nel punto che era a contatto col mio viso. Inutile dire che la crema da notte ormai la metto di rado :/
2 - Ha un aspetto molto leggiadro, la Gatta Bionda, ma una vociaccia da carrettiere che fumi 3 pacchetti di Nazionali al giorno. Lancia i suoi sguaiati miagolii di richiamo ogni volta che vuole uscire, giocare o essere spazzolata. E per ogni desiderio si piazza in un punto specifico: sotto il tavolo se vuole uscire, in centro al tappeto se vuole essere spazzolata, davanti alla porta se vuole giocare. E non si lascia scoraggiare da quisquilie tipo il fatto che non le dò retta: si mette seduta tranquilla con la coda sulle zampine e miaa-miaa-miaaa per minuti interi, se necessario.

3 - Quando torno a casa la sera mi accoglie con grandi feste, si emoziona, corre in giro al galoppo tutta contenta, si fa prendere in braccio, mi dà qualche leccatina, fa le fusa, dopo di che invariabilmente conclude la cerimonia di accoglienza andando in bagno e facendo la c@cc@.
4 - Nonostante siano ANNI che sua madre, la Gatta Nera, reagisce alla provocazione menandola, non ha mai perso l'abitudine di acquattarsi negli angoli e aspettare che la Gatta Nera passi, per zomparle addosso o rincorrerla. Lo stesso dicasi quando la Gatta Nera rientra dalla finestra della sala: ogni santa volta la Gatta Bionda si prepara sotto il tavolo mimetizzandosi con il tappeto, e quando la Gatta Nera scende dal divano le corre incontro e le salta addosso. Ruggiti, soffi, ceffoni, scene della malavita ecc. ecc. ogni santa volta.
5 - Quando ha Lo Schizzo, ovvero quei 5 minuti di attività irrefrenabile che ciclicamente prendono a tutti i gatti, corre come un'indemoniata per la casa, poi su per la scala del soppalco, poi sulla sedia, poi sul travone del soffitto fino a incunearsi fra travone e soffitto e... e poi niente, non c'è più spazio. A quel punto fa MIAO! e io la devo guardare e dirle quanto è brava e coraggiosa. Allora tutta soddisfatta scende.

Certo che a rileggerla così sembra un po' psicotica, eh.

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Per validi motivi

Non è che a me il Giappone stia particolarmente simpatico o antipatico. Però quando ho sentito che l'altro giorno la Borsa di Tokio era chiusa per la festività nazionale del Giorno della Cultura... beh, che invidia.

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mercoledì, ottobre 25, 2006

Lagna

Down on my knees,
I'm begging you,
Down on my knees,
I'm begging you,
Down on my knees,
I'm begging you,
Please, please don't leave me

e avrà pure una bella voce, e sarà pure carina, ma è una vera lagna!

Uomini

Succede che da qualche mese sono tornata a lavorare in un ufficio. Succede che abbia un capo. Grande grosso e burbero, ma non cattivo. Però rude, uno che non ci mette né uno né due a tirare saracche e mandare cordialmente affanculo il primo che lo fa arrabbiare. Uno spiccio, pim pum pam, che peraltro non mi ha mai mosso un rimprovero, nemmeno quando per palese inesperienza del ramo acciai ho fatto le mie belle sviste. Vabè. Uno non facile da affrontare, in ogni caso, con un vocione e certe manone che quando le agita vien da diramare l'allarme tsunami sulle coste. Succede che dopo mesi di rapporti un po' tesi io arrivo in ufficio nervosa per fatti miei. E probabilmente lui è nervoso per fatti suoi. Gli faccio una domanda di lavoro del tutto innocua, neutra, una cosa che nemmeno a rivoltarla controluce presenta alcun tipo di controindicazioni. E lui si mette a dar fuori di matto, e a me saltano i nervi ed esco sbattendo la porta, e mi ritrovo chiusa nel bagno a fare training autogeno "tanto mica li ho sposati e MI LICENZIO, CHIARO???". Poi mi rilasso, torno in stanza e riprendo a lavorare come nulla fosse. Succede che nella nostra stanza siamo pigiati come sardine in un barile, e nemmeno un sospiro sfugge all'occhio dei miei colleghi. Succede che quando penso che sia tutto passato sento un "e poi vorrei sapere perché se io mi inca@@o, tu ti arrabbi!", al che scatto su come una molla e sotto gli sguardi del pubblico partecipe gli sparo a raffica il perché e il percome del suo carattere di m..., e insomma per cinque minuti ci rovesciamo addosso qualche mese di reciproche incomprensioni. La discussione la tronco io perché sento che mi sta salendo un groppo in gola dal nervoso "ok, facciamo che è colpa mia e cambiamo argomento, il contratto Soli lo emetto com'è o accetto le modifiche?" "No, lascialo com'è", e me ne torno di nuovo a lavorare, ma mi rode. Abbastanza. Perciò prendo la scatola di cioccolatini che mi hanno portato in dono i colleghi ucraini e addento. Non mi accorgo che esce, non mi accorgo che torna, sento solo a un certo punto: "Oggi ti tocca mangiare molto cioccolato". Mi giro e le due manone mi stanno porgendo una un mazzo di garofani rosa e l'altra una scatola di Lindor. "Avevo torto. Scusami". I colleghi ci manca poco che applaudano.

Uno, due, cambio!

Son quelle mattine che mi guardo allo specchio nella profondissima speranza di vederci qualcun altro, chiunque fosse. Che non mi sopporto più, che mi sono venuta a noia, che l'idea di passare un altro giorno in compagnia di me stessa mi fa disperare. Ora, io dico, ma non sarebbe possibile fare cambio, ogni tanto? Così, a casaccio, giusto per una boccata di aria fresca. Tanto lo so che a guardare da vicino tutti hanno dei problemi, dei difettacci, dei lati del carattere che non s'affrontano, che alla fine me ne tornerei quasi soddisfatta dentro me stessa e blablabla. Ma fin quando non si prova mica lo si sa. Poniamo per assurdo che io provi invidia per la moglie di gionnidepp, e che invece facendo cambio con lei una giornata mi renda conto con orrore che lui in fondo è un tipo sciapo che succhia la minestra, ha le unghie sporche ed è tirchio. Ma fateme prova', che ve costa?

Moonstruck

Com'era bella la luna l'altra settimana, già alta sui campi e poco meno che tonda, enorme, bianchissima, mentre il cielo ancora era azzurro e dalla parte opposta terminava di rosseggiare. Un'altra luna così grande e luminosa la ricordo anni fa sulla Piazza Rossa, una sera di primavera in cui pareva essere lì lì per collassare sulle cupole di San Basilio. In certe sere sembra di vederla per la prima volta, come uomini primitivi stupiti e affascinati.

lunedì, giugno 19, 2006

Se una notte d'estate un traduttore

Poniamo che abbiate fatto bisboccia con gli amici, ieri. Che poi vi sia toccato di lavorare anche se non ne volevate mezza e siate andate a letto stanche morte, trasformandovi in un ciocco di legno immediatamente dopo. E poniamo che nel cuore della notte, mentre dormivate il sonno del giusto, un certo rumore anomalo vi abbia fatto riemergere di botto dal caldo abbraccio di Morfeo, con il vago ma penetrante sospetto che la vostra Gatta Bionda fosse appena rientrata in casa con una Preda. A questo punto, mentre vi alzate dal letto e tentate già subito d'ammazzarvi tracollando giù per la scala del soppalco, la vostra mente è occupata da un solo pensiero, da una sola speranza, da una sola preghiera: Qualsiasi Preda Sia, Fa' Che Sia Morta. Non importa cosa, siete pronte a tutto: pipistrello, biscia, ghiro, un opossum, un rinoceronte, un boa constrictor, tutto, basta che sia già morta. Un attimo dopo accendete la luce e la cruda realtà vi si abbatte addosso: quello con cui la vostra Gatta Bionda sta giocando selvaggiamente è un topo tragicamente, assolutamente, inequivocabilmente VIVO. In un attimo tutte le porzioni di stocco alla reggina, tabulè e gelato al caramello e burro salato che vi siete spazzate a pranzo vi si aggrovigliano nello stomaco, sudate freddo e vi chiedete disperatamente: e mo', come ca@@o lo faccio uscire??????
Manco a dirlo, la Gatta Bionda si stufa rapidamente della povera Preda. Il topolino, malconcio, sta acquattato sul pavimento e si finge morto, mortissimo, mummificato addirittura. Ma voi lo sapete che è vivo. Optate per il Metodo Lucertola, ed estraete dallo sgabuzzino scopa e paletta. Di solito le Prede già malconce non hanno nessuna voglia di combattere contro il fato avverso, si lasciano spazzare nella paletta e recapitare in giardino senza opporre eccessiva resistenza. Ma di solito avete a che fare con simpatiche e miti lucertole, non con un topolino. Che vi fa - detto per inciso - una pena infinita, ma che comunque non arriverete MAI a prendere in mano con delicatezza come fate con le cince e i pettirossi. Stramaledite la vostra Gatta Bionda, i gatti in genere, i mammiferi più ampiamente, l'universo creato. E quella zoccola della Gatta Nera, che mai che si faccia viva quando c'è bisogno. Per un attimo considerate l'ipotesi di aprire semplicemente la porta e spazzare il topolino sulle scale, e chi s'è visto s'è visto, cavoli dei vicini. Poi il vostro senso civico prevale. O per meglio dire, il topolino si infila tra la porta e il muro e non ne vuol sapere di farsi cacciare sulle scale. Con il musetto infilato in quello spiraglio pare che si voglia suicidare da solo, povera bestia. Marò quanto odiate i gati, in questo momento. Basta. E' tempo di agire. Superando atavici disgusti spazzate il topolino nella paletta. La portafinestra l'avevate già aperta, beata lungimiranza. Con un ultimo lancio restituite la libertà al roditore, chiudete con uno schianto la portafinestra sul giardino, spegnete la luce e tornate a letto. A restare sveglie e ad avere incubi nelle rare pause di sonno.
La mattina dopo, nell'ordine, vi accorgete che:
- nell'impeto successivo all'estrapolazione del topo, siete tornate a dormire lasciando la porta di casa spalancata.
- in compenso avete chiuso la porta del bagno, rendendo inaccessibile la cassetta alla Gatta Bionda, che grazzialcielo non è incontinente.
- sulle piastrelle del terrazzo, freddo e stecchito, giace il topolino, cui nulla è servito il vostro gesto eroico, perché il cuore gli ha ceduto, vittima innocente della crudeltà felina. E quindi vi tocca riarmarvi di scopa e paletta e provvedere alla rimozione dell'ingombro.
La vostra Gatta Bionda, per la prima volta da quando l'avete vista nascere cinque anni fa, stamattina non ha avuto la sua razione di coccole.

sabato, maggio 27, 2006

E alla conquista del quiz partiremo...

Ultimamente il mio numero di telefono deve essere entrato in rotta di collisione con un numero simile che serve a telefonare a Rai2 per partecipare a non so quale quiz. E infatti sulla mia segreteria telefonica ormai trovo inciso di tutto: gente che canta a squarciagola intere strofe di "Sei la più bella del mondooo...", voci titubanti che insinuano: "Ma è "Lisa dagli occhi blu?", carampane che berciano: "E' Rai2? E' RAI2??", mogli indecise che riferiscono al marito lì accanto: "Eh, Gigi, non mi pare che l'è la Rai, neh...". Potrei prendere in subappalto dalla Rai il servizio di risponditore e divertirmi come una pazza!

lunedì, aprile 03, 2006

______

Per Tommaso, e per tutti i piccoli schiacciati dall'infinita crudeltà e miseria dell'essere umano.

mercoledì, marzo 22, 2006

Siccome che so' cccecata


A me 'ste cose fanno diventar matta! Insomma, la casella A e quella B in realtà sono dello stesso colore. La spiegazione è qui

lunedì, marzo 20, 2006

Indietro coi tempi

(dal blog "Discorsi ascoltati a Mosca"):
Due studenti in un negozio.
Studente (al cellulare): "Mamma, quale e-mail? Non so che cosa sia l'e-mail! Te l'ho già detto, non sono un tipo mondano: non ho l'e-mail e non ho Internet!".
Ecchelallà: Internet è già diventata una roba da vecchi, da mamme, quelli veramente "in" stanno tornando a carta e penna...

giovedì, marzo 09, 2006

Niente paragoni, per favore

Stamattina avevo infilato la macchina in un parcheggio millimetrico con una sola manovra.
Son soddisfazioni.
Poi ho visto questo filmato e ... ehm.

mercoledì, marzo 08, 2006

Specialità: tuffo nel cassonetto


Ho scoperto che da qualche anno in USA e UK si è diffuso il cosiddetto dumpster diving. Sarebbe a dire che persone con un lavoro, una casa, una normale vita sociale, senza particolari preoccupazioni economiche, decidono di basare molta (se non la totalità) della loro sussistenza alimentare su quello che trovano nei cassonetti della spazzatura. Ovviamente non stiamo parlando di avanzi della tavola (quelli che da noi finirebbero nell'umido, per intenderci), ma di ciò che finisce nei cassonetti di supermercati, negozi di alimentari, panetterie, pasticcerie ecc. Dai dati pare che nei soli USA vengano mandati al macero ogni anno 3 milioni e 630mila tonnellate di cibo perfettamente commestibile: prossimo alla scadenza, o con difetti di imballaggio (amaccature, rottura di un barattolo in una confezione da 10, di un uovo in un cartone da 20 ecc.). Le persone che si dedicano con zelo a questa attività sono di solito attivisti ecologici, vegetariani o vegani, e oltre al cibo molti recuperano dai cassonetti di negozi di abbigliamento, arredamento ecc. oggetti di ogni tipo, che poi tengono per sè o donano alle associazioni che si prendono cura di senzatetto, immigrati, disoccupati.
Come ogni tipo di hobby/sport/mania, anche questo ha le sue regole, la sua attrezzatura, i suoi forum, chat e ML su internet, la gente si conosce, si chiede consiglio, cerca compagni con cui praticare il DD (che perlopiù ha luogo la sera tardi o all'alba). C'è chi si specializza in vestiario, in modernariato, in prodotti tecnologici: nei cassonetti americani si trova assolutamente di tutto. Recentemente in TV ho visto perfino un servizio dedicato a un sito internet per amatori del genere, che segnala con lucette lampeggianti sulla mappa di NY la presenza di cassonetti particolarmente appetibili, con articoli di interesse. Se volete leggerne di più, cominciate da qui (contiene anche link per ulteriori approfondimenti).

Barriere architettoniche

Io i libri di architettura della Taschen me li comprerei tutti. Infatti non vendono on line, in Italia. GRRRRRRRR.

S'i fossi Meula com'i sono e fui


La Gatta Nera ha le idee chiarissime su come dovrebbe essere gestita questa casa, se le cose dipendessero da lei. E le secca indubbiamente un casino che le cose non dipendano da lei.
Ad esempio, lo sanno anche i gattini ancora ciechi che dopo un buon pasto non c'è niente di meglio che una buona seduta di impastamento e una bella pisa, per rinfrancare i legami di gruppo (la parola gruppo è un po' forte, trattandosi solo di me e lei, ma la Gatta Nera non è tipo da perdersi in piccolezze). E allora picché, picché dopo il lauto pasto (SUO) io non sono praticamente mai disponibile alla suddetta seduta di impastamento con relativa pisa?
Oppure: che cosa c'è di più sano e ritemprante di giocare a Tirami la pallina che io non te la vado a riprendere? L'attività fisica fa bene al corpo e allo spirito, cribbio, i medici si sgolano a ripeterlo da decenni. Ma mai che io mi offra volontaria per una bella partita alle 2 di notte, mai, mai.
Che poi, per carità: nessuno dice che si debba vivere in simbiosi, appiccicate, vicinevicine tutto il tempo, ci mancherebbe. Ognuno deve avere i suoi spazi, senza che l'altro si intrippi a voler sapere il perché e il percome. Quindi, ad esempio, con quale diritto io mi permetto di farle le partacce se lei sta fuori 12 ore? Ma al contempo non v'è chi non veda che andare in vacanza 5 giorni e abbandonarla tutta sola con quella palla di pelo e trippa della Gatta Bionda è gesto massimamente scortese e offensivo, da compensare con almeno due settimane di vicinanza discreta ma costante (leggi: appiccicaticcia ed ossessiva).
Ordine ci vorrebbe in questa casa, ordine.

Dubbi alla piastra

Causa panico da aviaria, i petti di pollo bio erano in offerta con il 40% di sconto.
Ne ho comprata una discreta scorta.
Adesso non capisco se ho fatto sciacallaggio o se ho mostrato ragionevolezza e senso civico dando una mano all'avicoltura piegata dalla crisi.

La madre di tutti i venerdì 17

La LEAP/E2020 (Laboratoire européen d’Anticipation Politique) ha dichiarato che nella settimana dal 20 al 26 marzo p.v. avrà inizio la più grave crisi politica mondiale da vent'anni a questa parte, in grado di innescare una crisi economico-finanziaria che offuscherà perfino quella del 1929. Più dettagliatamente i motivi li trovate qui (testo originale in inglese) o qui (riassunto in italiano). Buon inizio di primavera!

lunedì, marzo 06, 2006

Meno petrolio, più Ikea!

Voglio andare a vivere in Svezia

lunedì, febbraio 20, 2006

Tormentoni musicali


I can't see me lovin' nobody but you
For all my life
When you're with me, baby the skies'll be blue
For all my life

Fate quel che dico...

E' veramente deprimente che l'istituzione della Valletta bella, bionda, possibilmente straniera e con diritto a massimo 150 parole a puntata non muoia mai. Perfino una trasmissione con certe velleità come "Che tempo che fa" non ci rinuncia. Perché saremo anche spiritosi, ironici, elegantemente di sinistra, informati e pure un filino snob, ma la Valletta guai a chi ce la tocca. Non ha nessun vero scopo di essere, ma un paio di gambe e un bel faccino non si negano a nessuno, e poi così la quota rosa è rispettata (la Littizzetto, ovviamente, non fa quota: le donne per fare quota devono essere belle, mica intelligenti).
Tristezza.

Very Olympic Spirit

Tatjana Totmjanina, nell'intervista rilasciata dopo la vittoria olimpica nel pattinaggio artistico a coppie: "Ho cercato con tutte le mie forze di non mettermi a piangere sul podio, ma purtroppo non ce l'ho fatta".
Il partner Maxim Marinin:" Il dottore ha proibito a Tatjana gli alcoolici, perciò non so proprio come potremo festeggiare, ma in qualche modo ci arrangeremo".

R.C.

Che non sta né per Repubblica Cinese, né per l'assicurazione auto, bensì per Recensione Cinematografica, crepi la modestia.
Recensisco in quattro e quattr'otto The Libertine di Laurence Dunmore, film dal quale sono uscita assai soddisfatta nonostante ci fossi entrata assai prevenuta. Bella la storia (vabbè, i belli e dannati fan sempre cassa, pure se sono del 1600), bella la fotografia sgranata verdino-vomito, di Gionnidepp questa volta vietato parlar male, di Gionmalcoviccc vietato sempre (anche se il naso e il mento finti mettevano a dura prova. In particolare mi ha destabilizzato un'inquadratura in pieno sole e di profilo, in cui l'appendice nasica posticcia era simpaticamente attraversata dalla luce, ciò che difficilmente avviene per i nasi veri), Samantha Morton era commovente nell'incarnare l'ansia di successo e perfezione nonché di indipendenza. Triste come sempre la parabola di quelli che, come il secondo Conte di Rochester, si dibattono tutta la vita nel cercare di andare oltre, divorati dalla noia e dall'insopportabile limitatezza delle forze umane.

mercoledì, febbraio 08, 2006

Ora sì che sa tutto di me

Titti (5 anni) ha invitato a casa per il pomeriggio la sua amichetta di asilo Giorgia, di cui è innamoratissimo. Per l'occasione ha preparato una torta insieme con la mamma, e insomma era tutto in agitazione.
Dal suo estatico resoconto: "E' stato bellissimo, abbiamo mangiato la torta e io le ho fatto vedere i miei libri, il Sasa*, la mia casa... e...e... e le ho detto che mi ciuccio il pollice, e lei non ha detto "che schifo!"...
Quando è amore, è amore.

*il Sasa è un leoncino di stoffa vecchio e rovinato, tutto buchi e pezze, ovvero concissimo come ogni oggetto transizionale che si rispetti :)

lunedì, febbraio 06, 2006

Le stagioni di una volta

- Mio fratello è in Brasile, dove si annaspa in un'ondata di caldo che non ha pari negli ultimi 30 anni.
- Sto lavorando per un cliente che al momento è in Siberia, dove a gennaio si sono toccati i 60°C sotto lo zero, avvenimento che capita 2 volte a secolo.
- Nel nostro piccolo, l'altra settimana qui ha messo 60 cm di neve in 24 ore, cosa mai vista almeno negli ultimi 40 anni.
Vorrei dire qualcosa a commento, ma ho il sospetto che non sarebbe niente di decisivo.

venerdì, gennaio 27, 2006

Non è Rio de Janeiro, no

mercoledì, gennaio 11, 2006

R.E.M.

Tornavo a casa (in una casa che era tra l'altro diversissima da quella che ho) e ci trovavo addormentata sul divano una signora di mezza età del tutto sconosciuta, sotto a un plaid in toni pastello anch'esso sconosciuto. Capivo in un lampo che erano stati i miei odiosi vicini a piazzarmela in casa, subaffittando il MIO appartamento durante una mia momentanea assenza. La svegliavo con gentilezza e lei pareva tutta imbarazzata dalla situazione, quand'ecco che dalla lavanderia (che non ho) spuntava la vicina odiosa con un largo sorriso e cercava di dare a bere alla signora che io fossi sempre stata al corrente di tutto. Io facevo segni furiosi di diniego, minacciavo "POI NE PARLIAMO", scendevo di sotto, trovavo il marito odioso della vicina odiosa che mi trattava per giunta con quel suo solito tono cafone e perdevo la pazienza definitivamente. Con gesto deciso aprivo un barattolo di Vim (ve li ricordate? Quelli con l'etichetta verde e dentro una polvere bianco-azzurra con un odore penetrantissimo) e mi slanciavo contro di lui, un po' buttandogli addosso il Vim e un po' picchiandolo con il barattolo.
Che rabbia, se ci ripenso, che rabbia.

Tormentoni musicali

Dance me to the children who are asking to be born
Dance me through the curtains that our kisses have outworn
Raise a tent of shelter now, though every thread is torn
Dance me to the end of love
Dance me to the end of love


Risentita ieri dopo un'infinità di tempo nella nuova e trucidissima puntata di Nip&Tuck

Diffuso senso di benessere

Oggi all'Esselunga.
Signore n.1, ravattando timidamente fra i cespi di sedano bianco preincartati: "Due euro, signorina. Due euro per del sedano. Ma lo sa che erano quattromilalire fino a poco fa??? Per del SEDANO! E' che un po' di verdura bisogna pur mangiarla..."
Signora n.2, adocchiando il cartello di offerta speciale al banco uova-yogurt, con voce spezzata e mano tremante: "Quali sono le sei uova in offerta a un euro? Eh? Me le prende, signorina, che non ho capito quali sono? Ah, queste... sono sei, eh? Un euro, eh?"
Signora n.3, con fare assolutamente sbigottito alla cassiera che ha appena oracolato "Cinquantuneuroediecigrazie": "Ah. Cinquantun euro. Però. Cinquantuno..." E la cassiera con tono materno: "Eh,
ha preso il prosciutto crudo ... e anche del salmone affumicato... li ha i dieci centesimi?"

E' ufficiale

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Sono finite le feste. Con grande dispiacere ho disfatto l'albero di Natale, che quest'anno mi ero ridotta a fare proprio all'ultimissimo momento, e mi ero anche goduta ben poco essendo stata via qualche giorno per Capodanno. Niente più lucine accese anche di notte, con quel bagliore che è la cosa più natalizia di tutte. Niente più stick pacchiani incollati ai vetri, niente più calza appesa al camino. Si riparte.

mercoledì, dicembre 21, 2005

Ai posteri

1- La Bubble Gum Alley di San Louis Obispo (CA) ospita fin dal 1960 sul suo muro di mattoni le cicche di intere generazioni di masticatori.

2 - A Novosibirsk l'Accademia di medicina ha deciso di dedicare un monumento in bronzo di un paio di metri ai topi da laboratorio, come segno della gratitudine umana a questi poveri, baffuti martiri del progresso medico. La scultura è stata commissionata ad Aram Grigorjan, ed avrà la forma di una grossa mano sul cui palmo sta fiduciosamente acquattato un topolino. A dirla tutta i medici avevano chiesto che ad essere immortalato fosse il ratto da laboratorio, ma la proposta non è passata: vabbè la gratitudine, ma un panteganone è sempre un panteganone.

Ne so a pacchi

Tiggì di Italia1. Si parla dello scorpione che ha punto una pendolare sul treno Sondrio-Milano.
Autore del servizio: Carla CHELO.

martedì, novembre 29, 2005

Sad songs they say so much...

Alla radio l'altro giorno ho risentito Nightswimming dei R.E.M., una delle Canzoni Tristi per antonomasia, di quelle che in cinque note mi fanno scattare il magone, fossi pure stata d'umore radioso fino a cinque note prima. Chissà qual è il segreto chimico-fisico-sentimental-uditivo delle CT, e se ognuno ha la sua collezione di CT, e quali sono.

lunedì, novembre 28, 2005

Sottili distinguo

Fiera d'inverno alla scuola steineriana. Un banco enorme e ricchissimo di giocattoli in legno di ogni tipo. Una bambinetta si avvicina tutta contenta e prende in mano un paio di paperelle. Una delle addette al banco, con un ruggito: "Ehi, bambina, giù le mani! Non sono giocattoli per giocare, questi, sono giocattoli da vendere!"

sabato, novembre 19, 2005

Consigli per la lettura

Blog a molte mani, in cui vengono raccolti brani di conversazioni ascoltate in metro, alla fermata dell'autobus, in fila alla cassa del cinema e in mille altri posti di Mosca.
Se sapete il russo, basta il link.
Se non lo sapete, ne cito qualcuna a caso, perché sono tutte bellissime, roba da ribaltarsi.

Una ragazza (parlando al cellulare): "Sì, d'accordo. Io ho una sciarpa rossa e il cappotto a quadretti! E lei? Come faccio a riconoscerla?" (Spegne il telefono, e fissando stizzita davanti a sè): "Io ho un cappotto a quadretti. E lei una Mitsubishi Galant!"

Arriva l'autobus. Una piccola folla si pigia verso l'unica porta aperta.
Una donna incinta: "Lasciatemi passare! Porca miseria! Se adesso partorisco qui, vi ammazzo tutti!"

Prima ragazza: "Diavolo, mi sono dimenticata come si chiamano. Ma sì, dai, quelli lì, che assomigliano ai nibelunghi..."
Seconda ragazza: "Dittonghi?"
Prima ragazza: "Ecco".

Primo ragazzino: "Ma a casa tua le dicono le parolacce?"
Secondo ragazzino: "Certo che no! Cioè, no... mio padre ogni tanto parla..."

Due uomini decisamente alticci, sull'autobus.
Primo uomo: "Adesso ti racconto. Se sei un vero uomo, mi capirai".
Secondo uomo: "Guarda che ti capisco lo stesso".

Consigli per gli acquisti

Anche se non è un acquisto, è molto, ma molto meglio: ti piacciono i cani? Cerchi un pitbull BUONO, per fargli fare una vita normale da cane buono, piena di affetto, rispetto e passeggiate? Guarda qui, c'è chi ti sta aspettando!

Frasi Celebri

Oggi inauguriamo la rubrica "Frasi Celebri", quelle di cui ogni famiglia ha una piccola collezione: sono frasi pronunciate dai membri di quella famiglia o da conoscenti, parenti, amici, e passate in proverbio nel ristretto ambito della vita familiare.

Inizio del '900, pieno inverno, balera di provincia. Un freddo pinazzo. La nonna G. e un'amica, tutte in tiro per il ballo del sabato sera, fanno discretamente tappezzeria in attesa di qualche cavaliere adatto. Finalmente un bel giovanotto distinto invita a ballare l'amica, e con tono poetico, prendendola per mano per trascinarla nel vortice delle danze, sospira: "Che gelida manina!". E l'amica: "La sentiss i pé!*"

* = Sentisse i piedi!

R.E.M.

C'eri ancora tu, e anche tua moglie, da qualche parte lontano. Eravamo alla fine di una vacanza e l'idea di separarmi da te era del tutto, del tutto insopportabile. Per qualche strano motivo, prima di terminare la vacanza ci consigliavano di passare due giorni in acqua dolce: si poteva fare sul posto, o andando a Creta. Mi ricordavo che abitavi in Grecia, e facendomi violenza ti chiedevo: "Forse ti è più comodo tornare a casa passando da Creta?" "Non so, andiamo a cercare una cartina e il banco della Olympic Airways". Mi veniva da piangere, ma nemmeno morta avrei pianto davanti a te, perciò mi ricacciavo le lacrime in gola e allontanavo il tuo braccio che mi cingeva le spalle. Tu mi guardavi con lo sguardo un po' imbarazzato e un po' colpevole, perché sapevi benissimo che tu saresti sopravvissuto, ma di me... oh, di me non eri affatto certo. Vagavamo un po' per quello che sembrava essere il salone di un aeroporto, tu bevevi un caffè e io mi guardavo intorno cercando lo stramaledetto banco della Olympic Airways. Poi mi sono svegliata, perché -almeno nei sogni- al patire c'è una fine.

venerdì, novembre 11, 2005

Fastuèb

Ovvero: la politica di approccio soft al potenziale cliente dà sempre i suoi frutti!

Scena: casa mia, ore 15 e spicci del pomeriggio.
Personaggi e interpreti: Io (I) e la Signorina di Fastweb (SW)

(I) - Pronto?
(SW) - Prrrronto, parlo con la signora XY? Sono JZ di Fastweb!
(I, sospirando affranta perché la Fastweb mi tormenta ormai da settimane con profferte insistenti e non richieste dei suoi servizi) - Sì, sono io XY, ma la Fastweb deve smettere di telefonarmi: non ne posso più di essere chiamata tutti i giorni...
(SW) - AH, CERTO: E SECONDO LEI IO LA CHIAMO PERCHE' NON HO NIENTE DI MEGLIO DA FARE, EH? SBONK!*

* Intendendosi con "sbonk" che la Signorina di Fastweb mi stanga il telefono.
Lei.
A me.
Ora, secondo voi: quante probabilità ci sono che io sottoscriva un contratto con Fastweb nell'immediato futuro? O anche fra -diciamo- 92 anni?

Odiosità

Mi, quanto è odiosa quella del "io non mando più cartoline"!

Polli, sempre polli, fortissimamente polli

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Per chi non l'avesse ancora fatto, è ora di firmare la petizione contro il sistema di allevamento in gabbie dei polli. Qui.

Me Tarzan, You Svetlana

Reality russo "Il cuore dell'Africa". 18 partecipanti scelti fra la gente qualunque e mollati in Sudafrica nel mezzo del nulla. Niente cibo, solo delle capanne e la vicinanza di un insediamento zulù. I partecipanti -ovviamente- non conoscono il dialetto locale, ma devono impararlo in fretta perché solo tramite l'aiuto della tribù potranno ottenere cibo, abiti e perfino l'immunità alle eliminazioni settimanali. Una giuria di vip, che arrivano a rotazione, farà la sua parte nell'eliminare i concorrenti antipatici o poco attivi. Uno dei vip in questione è il popolarissimo marito dell'ancor più popolare Alla Pugaceva, inossidabile superstar della canzonetta russa. Il truzzissimo giovanottone, alto circa due metri, ha colpito per le inusuali dimensioni la fantasia degli zulù, che hanno immediatamente sospettato una sua origine divina. Lusingato nell'amor proprio, il real consorte si è ben guardato dal fugare i dubbi.
(Detto per inciso, l'ultima volta che tornavo da Mosca il giovanottone era sul mio stesso aereo. Fra l'altezza, la pelliccia lunga alla caviglia, gli stivaloni e il cappello da cowboy, non passava di certo inosservato. Teneri zulù).

mercoledì, novembre 02, 2005

Forche caudine

Guardavo Paul Weller ieri notte sopportare con classe un'intervista sconfortantemente stupida su MTV, e pensavo che ci son dei brutti momenti nella vita di ognuno. Per carità, c'è mille volte di peggio nella vita in generale, ma professionalmente parlando deve essere abbastanza umiliante sorbirsi certe domande e dover rispondere senza mettere mano al machete o dare cenni di nervosismo. Anche se in effetti qualcuno l'ha dato...

TORMENTONI MUSICALI

Big City Life, me try fi get by,
Pressure nah ease up no matter how hard me try.
Big City Life, here my heart have no base,
And right now Babylon de pon me case...

Adesso perfino per cavarsela con un semplice tormentone musicale bisogna aver vissuto in un'isola caraibica, altrimenti si canticchia a casaccio, sperando di non star proferendo chissà che castronerie. Grunf.

martedì, novembre 01, 2005

Primo novembre

giovedì, ottobre 20, 2005

TORMENTONI MUSICALI

Aveva un bavero color zafferano
e la marsina color ciclamino
veniva a piedi da Lodi a Milano
per incontrare la bella Gigogin...

Era una delle canzoni preferite della mia nonna paterna, che la cantava spesso, insieme a "La Gagarella del Biffi Scala / quand'in quattr'or le la bigia scoeula / la troeuva semper ona quai bala / per vess lì pronta a bev el tè", a "Lola / cosa impari a scuola?/ Neanche una parola / balli il ciarlestòn" e a tante altre. Questa del bavero color zafferano mi era rimasta impressa solo nel ritornello, perciò quando l'ho risentita l'altra sera a Report (mentre mi facevo ammorbare dai casi Unipol/Popolare di Lodi) sono andata a cercarmi tutto il testo. E ho scoperto che era una storia d'amore tragica e triste. Peccato, a me il bavero zafferano aveva sempre fatto allegria: mi pareva che a un uomo che avesse il coraggio di mettere insieme zafferano e ciclamini dovesse andare tutto bene, nella vita.

giovedì, ottobre 06, 2005

R.E.M.

Uno degli operai albanesi del cantiere si era fatto male alla testa, probabilmente cascando giù da un trabattello. Veniva da me a chiedere aiuto, accompagnato da un gruppetto di amici e dal caposquadra che un po' di italiano lo parlava. Io mi piccavo per dieci minuti di insegnargli a dire "parietale, frontale, occipitale", poi capivo che era una cosa un po' superflua e accompagnavo tutti dal medico, che era un incrocio fra il mio vecchio pediatra e De Cataldo. Lo studio era bellissimo, anche se più che uno studio medico ricordava la sala di un convento, con tantissimi scranni di legno scuro intagliato alle pareti e imponenti mobili in legno e cuoio. Con mia grande sorpresa il dottore faceva una visita un po' superficiale all'infortunato e poi lo lasciava andare così, senza prescrivergli nessun esame ulteriore. Allora mi avvicinavo alla sua scrivania e chiedevo con fare carbonaro: "Senta, dottore, ma una TAC di controllo per vedere in che condizioni è, non gliela vogliamo fare?" Lui faceva la faccia di uno preso in castagna, e con aria confusa diceva "Sì, sì, effettivamente, grazie del suggerimento".
La devo smettere di vedere E.R.

martedì, ottobre 04, 2005

Emosioneeeee!

Stamattina hanno cominciato a smontare i ponteggi della casa di fronte. E chi se ne importa, direte voi. E invece no: è la luce che si intravede alla fine del tunnel, un tunnel che sta durando da UN ANNO, con fracasso, polvere, radio a palla (o in mancanza, esibizioni canore live), betonatrice accesa dalle ore 7.00 tutti-i-giorni-tutti incluso il sabato, operai costantemente appesi a un metro dalle mie finestre.
Mancano ancora i pavimenti. E vabbè. E i serramenti. E forse dovranno tinteggiare dentro, e magari anche fuori. Però insomma diciamo che a Natale avrò un regalo :)


domenica, settembre 25, 2005

Back again

Da qualche parte bisogna pur ricominciare. E allora ricominciamo da una buona notizia: benvenuto Valerio di Laureddenis :)

giovedì, luglio 28, 2005

Basta, basta, basta

In questi giorni fa caldo afoso, troppo caldo perché il mio cervello funzioni decentemente. Perciò mi rendo conto che molte, troppe cose che passano in TV, sui giornali o su Internet mi toccano appena ma non mi ci riesco a concentrare. Poi invece ci sono notiziole come questa che d'un tratto mi risvegliano di botto. E penso che magari non sono la sola, che anche altri italiani stanno con la testa troppo al caldo (meterologico o altro) per concentrarsi, e un po' po' di roba gli passa sotto il naso e non se ne accorgono. Fare porcate d'estate rende il doppio.

venerdì, luglio 22, 2005

Piccoli uomini

Lui ha cinque anni, biondo, occhi azzurri, molto carino. Non sa nuotare bene e sguazza nella piscina per i piccoli con la ciambella. Lei dimostra circa 8 anni, in acqua è un drago e da mezz'ora non si scolla dal bambino, approfittando del fatto che lui se la cava male per spingerlo e manovrarlo come meglio le pare, per coccolarlo e abbracciarlo e fargli un sacco di moine. Lui all'inizio è anche lusingato, poi un po' si scoccia, alla fine mette su una faccina da martire, si guarda intorno ansioso in cerca di una via di fuga e a lei che si avvicina per un altro round di attenzioni strilla: "No, senti! Io adesso voglio andare per la mia strada!"

martedì, luglio 19, 2005

Tormentoni musicali

Going on a journey
Somewhere far out east
We'll find the time to show you
Wonders never cease

WONDERS NEVER CEASE
WONDERS NEVER CEASE
WONDERS NEVER CEASE

(mantra da ripetersi all'infinito)

lunedì, luglio 11, 2005

Il valore della pulizia

Erano finiti i sacchetti di ricambio dell'aspirapolvere. Sono capitata al Centro Commerciale e me ne sono ricordata, mi sono diretta baldanzosa verso l'espositore, ho scelto quelli con il codice giusto che si adattano al mio apparecchio, ho esitato un attimo e poi ho preso anche una seconda confezione, che il mio aspirapolvere ha ormai otto anni e chissà per quanto ancora si potranno trovare i ricambi. Non c'era l'etichetta del prezzo, ma -voglio dire- di beceri sacchettini di carta si tratta, quanto vuoi che possano costare.
Be', 20 beceri sacchettini di carta costano 18.60, dicansi DICIOTTO EURO E SESSANTA, e lo so che fa cafone ma lo dico anche in lire, TRENTASEIMILA LIRE E SPICCETTI. E il tipo alla cassa non aveva nemmeno un fazzoletto sul volto e una pistola in mano, no-no. Tutto legale.
Fa qualunquista lamentarsi dei prezzi? Perché oggi mi sento qualunquistissima.

Tormentoni musicali

Avere i muratori di fronte a casa ormai da otto mesi è fonte di infiniti tormentoni musicali. Da

...extraterrestre portami via

voglio tornare indietro a casa mia
extraterrestre vienimi a cercare
voglio tornare per ricominciare!

a
... morti di Reggio Emiliaaaa, uscite dalla fossaaaa
fuori con noi a cantar bandiera roooossaaaaa!

a Roserosseperteeeeeeeeeeoccompratostaseraaaa, non ci si fa mancar nulla.
Oggi tolgono l'intonaco, quindi fra il fracasso e la polvere non canta nessuno. Ma i giorni in cui hanno rifatto il tetto sono stati fra i più musicalmente produttivi della stagione.

R.E.M.

Ero nella villa di mio zio, con un sacco d'altra gente. Mio zio a un certo punto si arrabbiava per una qualche sciocchezza e se ne andava sbattendo la porta. Anche gli altri ospiti uscivano, chi per un motivo chi per un altro. Rimanevo solo io, e decidevo di andare a farmi una doccia. La casa si faceva improvvisamente buia, e spuntava una persona che lì per lì non riconoscevo, e mi spaventava a morte. Poi in realtà si rivelava essere una delle mie cugine, cui spiegavo la situazione, e poco dopo arrivavano anche le altre due cugine con i loro fidanzati. Mentre parlavamo del fatto che mio zio aveva detto uscendo "Ho bisogno di stare da solo!" spuntava sul terrazzo una piccola lontra, e tutti dicevano "Ecco, è lui! Quando vuole stare da solo sceglie sempre di trasformarsi in qualche animale!". Però la lontra-zio doveva essere un po' cecata, perché tentava di infilarsi in cucina, quindi uno dei fidanzati l'acchiappava e la buttava giù dal terrazzo, e sotto improvvisamente c'era il mare e la lontra si metteva a nuotare tutta contenta. Qui il fidanzato ridendo diceva a mia cugina A.: "Buttagli dietro anche l'acqua di cottura delle aragoste!", e a tutti pareva una bellissima battuta. Io volevo sapere altre cose su questa caratteristica di mio zio, e mi informavo se si fosse mai trasformato in cane, e se ne assumesse tutte le caratteristiche, e se insomma avesse mai detto che davvero i cani in pratica vedono con il naso, avendo l'olfatto infinitamente più sviluppato della vista. Lui confermava, e diceva che mio zio aveva ripetuto più volte (avendolo provato di persona) che il mondo per i cani è solo un infinito intrecciarsi di odori. Che cosa affascinante.